 |
| Ōsaka, uno dei cancelli con pietre giganti. |
Le pietre utilizzate nella costruzione delle mura dei castelli giapponesi (
ishigaki 石垣) erano difficili da reperire, il Giappone non ne era così ricco e spesso dovevano essere trasportate da molto lontano.
Lavorazione e trasporto erano quindi molto
dispendiosi e non tutti i
daimyō potevano permettersi di usufruirne in modo massiccio.
Il primo a farne largo uso fu Ōda Nobunaga, costruendo un castello come quello di Azuchi, in cui venivano unite tutte le migliori tecniche costruttive del tempo: alte mura in pietra, fossati, torri, un
tenshu 天主 maestoso e imponente, ecc. In questo modo egli fece sfoggio del suo
potere economico.
I suoi successori, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu, scelsero invece un altro modo per approviggionarsi dei materiali necessari: obbligarono infatti i
daimyō a loro sottoposti a partecipare alla costruzione dei loro castelli tramite l'invio di manodopera e soprattutto di "
doni", generalmente pietre per la costruzione degli
ishigaki.
In questo modo non solo potevano costruire imponenti fortezze con poco costo, ma privavano eventuali rivali delle loro finanze, impedendo che questi le utilizzassero per costruire fortezze per se stessi.