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martedì 20 dicembre 2016

Ishigaki: mura che sostengono e innalzano


Il castello di Marugame nello Shikoku è famoso per le sue alte mura

Gli ishigaki 石垣 sono uno degli elementi più famosi e affascinanti dei castelli giapponesi. 
Le alte mura in pietra che ci accolgono all'approssimarci ad una fortezza di periodo Momoyama o Edo (o ai suoi resti) ci colpiscono per la loro presenza massiccia, così in contrasto con l'architettura tipica del Giappone antico e medievale fatta di edifici bassi, dalle pareti scorrevoli in legno e dalle finestre in carta di riso.

I castelli invece erano il luogo dove riparare dagli attacchi nemici e il tramite con cui il signore di un feudo metteva in mostra la propria forza economica e politica.

Ishigaki significa letteralmente 'recinto' (gaki 垣) 'di pietre' (ishi 石), ma ciò che viene designato con questo termine può avere molte forme e funzioni

Bitchu Matsuyama è uno yamashiro, un castello di montagna
I suoi ishigaki si aggrappano alla roccia del monte
su cui è stato costruito

mercoledì 12 ottobre 2016

Niyõ no ishigaki: mura in due stili per un rapido confronto

Niyō no ishigaki - castello di Kumamoto
Gli ishigaki 石垣 sono le mura in pietra che circondano, proteggono e sostengono i castelli giapponesi e oggi ne sono le vestigia più comuni, nonché una delle caratteristiche maggiormente amate dai loro fan.

Nel corso dei secoli i metodi di costruzione sono andati evolvendosi, gli stili sono cambiati e non è sempre facile capire con quale tecnica siano state impilate le pietre o a quale epoca appartenga uno ishigaki.

domenica 29 maggio 2016

Il castello di Ōsaka e le mura ritrovate

Avete per caso intenzione di visitare Ōsaka e già che ci siete di fare un salto al suo castello?

Allora, quando avrete sete e vi verrà voglia di prendere qualcosa ai distributori automatici, onnipresenti in Giappone, scegliete quelli che hanno sul fianco questa scritta:

In questo modo aiuterete il progetto "Toyotomi Hishigaki Kōkai".

Di cosa si tratta?
Per spiegarvelo ne approfitto e vi racconto un po' della storia di Ōsaka, del suo castello e del Giappone in generale, ma state tranquilli, sarò breve!

sabato 13 dicembre 2014

Monografie - Il castello di Takeda 竹田城

This photo of Takeda Castle Ruin is courtesy of TripAdvisor
 
Il castello di Takeda 竹田城, o Tajima Takeda 但馬竹田城, difendeva il confine tra la provincia di Tajima e quelle di Tanba 丹波 e Harima 播磨 e probabilmente anche la vicina miniera d'argento di Ikuno 生野銀山.

Non rimangono documenti ufficiali sulla costruzione del castello, almeno nelle sue prime fasi, ma solo raccolte di storie orali.
 Secondo queste storie sembra che gli Yamana 山名, shugo 守護 di Tajima, avessero iniziato a fortificare l'area di Takeda già nel 1431. Nel 1441, Yamana Sōzen 山名宗全 aveva ottenuto la provincia di Harima come ricompensa per l'uccisione di Akamatsu Mitsusuke 赤松満祐, assassino di Ashikaga Yoshinori, 6° shogun Muromachi. In questa occasione Sōzen nominò i suoi vassalli Otagaki, shugodai (守護代, delegati shugo) di Tajima. Otagaki Mitsukage 太田垣光景, prese dimora a Takeda e completò il castello entro il 1443. Nonostante le alterne fortune degli Yamana negli anni a venire, il clan Otagaki rimase a Takeda per 7 generazioni.

sabato 16 agosto 2014

Pietra su pietra: le mura dei castelli giapponesi

Castello di Ōsaka


La pietra è eterna, immutabile e impegnativa da spostare, quindi non c’é da stupirsi se proprio gli ishigaki 石垣, le alte e imponenti mura dei castelli, sono le vestigia che meglio hanno resistito al tempo. Spesso sono proprio le mura in pietra che ci permettono di ricostruire la forma che aveva una fortezza, le sue dimensioni, la sua importanza.

Non solo la durevolezza del materiale, ma anche l’abilità dei costruttori, gli ishiku 石工, ha contribuito alla creazione di opere che hanno resistito al passaggio dei secoli e ai terremoti che in quei secoli si sono susseguiti (ricordiamo che il Giappone è un Paese fortemente sismico).

mercoledì 13 agosto 2014

Se vuoi far colpo sul tuo shōgun, regalagli la pietra più grossa che trovi!


Ōsaka, uno dei cancelli con pietre giganti.

Le pietre utilizzate nella costruzione delle mura dei castelli giapponesi (ishigaki 石垣) erano difficili da reperire, il Giappone non ne era così ricco e spesso dovevano essere trasportate da molto lontano.
Lavorazione e trasporto erano quindi molto dispendiosi e non tutti i daimyō potevano permettersi di usufruirne in modo massiccio.

Il primo a farne largo uso fu Ōda Nobunaga, costruendo un castello come quello di Azuchi, in cui venivano unite tutte le migliori tecniche costruttive del tempo: alte mura in pietra, fossati, torri, un tenshu 天主 maestoso e imponente, ecc. In questo modo egli fece sfoggio del suo potere economico.
I suoi successori, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu, scelsero invece un altro modo per approviggionarsi dei materiali necessari: obbligarono infatti i daimyō a loro sottoposti a partecipare alla costruzione dei loro castelli tramite l'invio di manodopera e soprattutto di "doni", generalmente pietre per la costruzione degli ishigaki.
In questo modo non solo potevano costruire imponenti fortezze con poco costo, ma privavano eventuali rivali delle loro finanze, impedendo che questi le utilizzassero per costruire fortezze per se stessi.